Colloquio Conoscitivo – Come Prepararsi

In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come prepararsi per un colloquio conoscitivo.

Avete appena ricevuto una chiamata da parte dell’azienda alla quale avevate sottoposto la vostra candidatura? Complimenti, è un buon segno. Anche se, come spesso capita, ad inviare il proprio CV saranno stati numerosi candidati, il solo fatto che vi abbiano scelto per fare un colloquio conoscitivo rappresenta una buona notizia. Significa, infatti, che l’addetto alla selezione ha visto in voi un qualcosa di diverso e distintivo rispetto a tutti gli altri. Chiaramente, il solo CV e la lettera di presentazione non bastano da soli. Bisogna anche essere in grado di fare bella figura al colloquio, il quale potrebbe essere solo il primo di una serie, al termine della quale saprete se siete state scelti o meno per la posizione.

Vi daremo adesso qualche dritta per fare bella figura al colloquio conoscitivo. Per prima cosa, informatevi in maniera non approssimativa sull’azienda. Come? Guardate il sito, perché ormai quasi tutte le aziende ne posseggono uno. Tramite questo dovete cercare di capire dove svolge la sua attività, quale sia la sua dimensione, ovvero quanti sono all’incirca gli addetti, cosa faccia nello specifico, quali siano le sue caratteristiche distintive, quale posizione ricopre sul mercato e da quanto tempo è attiva. Informazioni basilari per cercare di farsi un’idea su chi si abbia davanti, se una piccola realtà produttiva scarsamente qualificata o ben più organizzata e radicata, magari in possesso di una quota di mercato significativa nell’ambito in cui opera, per cui bisognerebbe essere in grado di segnalare meglio le proprie qualità.

Successivamente, informatevi anche con riferimento alla specifica posizione per la quale vi siate candidate. Spesso, capita che le offerte non siano chiare, magari indicate con espressioni inglesi poco comprensibili ai più. Capite di cosa si tratta, se sia una posizione amministrativa o commerciale, impiegatizia o operaia, se si ricoprirebbe un ruolo di responsabilità e se la retribuzione sia di tipo fissa o legata ai risultati o di entrambe le tipologie.

A questo punto, rileggete il vostro CV e la lettera di presentazione, in modo da carpire cosa abbia potuto stimolare l’attenzione del recruiter, in relazione alla posizione offerta. Saprete già chiaramente quali siano i vostri punti di forza e quelli, invece, deboli, dove avete esagerato sulle vostre conoscenze e abilità e dove potete battere il tasto per stupire positivamente il vostro interlocutore. In ogni caso, preparatevi un breve discorso, che in poche frasi sia in grado di riassumere le vostre competenze, il vostro percorso scolastico e professionale.

Attenzione, non parlate della vostra vita privata, perché non è di interesse di chi vi ascolta. Dovete concentrarvi solamente delle vostre esperienze scolastiche e professionali, avendo cura di mostrarvi positivi e di non parlare mai male né di qualche vostra attività passata o anche attuale, magari cercando di mettere in cattiva luce il vostro capo, perché anche se aveste ragione, finireste per passare come un pianta grana, un elemento di disturbo, negativo.

Preparatevi a rispondere ad alcune domande molto probabili. La prima: “Cosa vi ha spinto a candidarvi per questa posizione?” Qui, dovete cercare di mettere in risalto gli aspetti positivi dell’azienda per cui vi state candidando, non quelli negativi dell’eventuale azienda per cui stiate ancora lavorando. Né bisogna rispondere di essere interessati alla retribuzione attesa più elevata di quella che percepite o a un posto di lavoro più stabile. Semmai, evidenziate di voler essere parte di una realtà di largo respiro, magari di rilievo nazionale o internazionale, nonché di ambire a intraprendere una carriera di lungo corso, che al momento non è per voi disponibile nella realtà in cui lavorate.

Seconda possibile domanda: “Perché pensate di essere in grado più di altri a ricoprire questa posizione?”. Esaltate i vostri aspetti negativi, non denigrate quelli degli altri candidati, nel caso in cui il colloquio conoscitivo sia di gruppo. Mettere in evidenza le vostre qualità professionali, le conoscenze acquisite nell’ambito scolastico, la vostra precisione, affidabilità, puntualità, il carattere flessibile, la predisposizione al lavoro di gruppo, a intrattenere rapporti personali, a lavorare per obiettivi, etc.

Altra domanda da mettere in conto: “Quali sono i vostri principali pregi e difetti?”. Evitare di fare scena muta. Tutti abbiamo pregi e tutti possediamo anche difetti. Preparatevi sin da casa un paio di questi ultimi, non gravi, ma almeno in grado di segnalare il vostro spirito autocritico. Risulta essere chiaro che non dovrete menzionare difetti del tipo “sono pigro” o “non sono mai puntuale”, “pecco di imprecisione”, etc. Equivarrebbe a segarvi le gambe.

Sin qui, abbiamo accennato al discorso da tenere in fase di colloquio, ma ricordatevi che per chi vi deve giudicare senza conoscervi, magari avendo parlato con voi per pochi minuti, l’abito fa il monaco. Ergo, cercate di presentarvi puntuali e con un stile curato e vestiti bene. Gli uomini dovranno indossare giacca e cravatta, le donne un tailleur e in alcun modo esibire scollature o gonne sopra il ginocchio. Per tutti, non mettere niente di eccentrico, eccessivamente colorato e accessori vistosi o fastidiosi alla vista o all’orecchio, come numerosi braccialetti penzolanti.

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