Secondo Colloquio di Lavoro

Le selezioni per un posto di lavoro potrebbero richiedere più colloqui da sostenere per il candidato. In questa guida vi forniremo qualche consiglio su come affrontare il secondo colloquio. Iniziamo con il dire che se l’azienda vi richiama per un secondo incontro, già il segnale è positivo per voi, perché significa che avete superato la prima fase e che il selezionatore ha visto in voi qualcosa di migliore di altri candidati.

Prima di recarvi alla seconda fase di selezione, dovete tornare con la mente al primo colloquio e cercare di ricordare su quali punti siete andati bene e su quali, invece, potevate fare meglio. Ciò, al fine di capire cosa migliorare e quali errori magari non ripetere. Secondariamente, dovete affrontare una preparazione molto diversa da quella finalizzata al primo colloquio, perché adesso non dovete tanto farvi conoscere, ma siete tenuti ad approfondire le vostre conoscenze e il modo in cui vi integrereste all’interno dell’azienda.

Attenzione, perché il secondo colloquio non è detto che sia l’ultimo. Se lo superate, infatti, potreste venire chiamati ancora per diversi altri passi. Di certo, dovete mettere in conto la possibilità che si tenga non più individualmente, come è molto probabile che sia stato il primo, ma in gruppo. Attraverso il colloquio di gruppo, infatti, il selezionatore cerca di capire come ciascun candidato si rapporta con gli altri e quali aspetti positivi e negativi emergono dal confronto diretto.

Prepararsi per un possibile colloquio di gruppo implica la necessità di prendervi le adeguate contromisure. Anzitutto, dovrete cercare di mostrarvi competitivi, di esternare il meglio di voi, ma senza scadere nell’antagonismo gratuito e in comportamenti sopra le righe. Mostratevi preparati, riflessivi, pronti a offrire il vostro punto di vista, ma evitate di parlare solo per farvi sentire, nonché di sopraffare gli altri o di replicare alle argomentazioni altrui con toni e contenuti di opposizione frontale. Una delle caratteristiche maggiormente desiderabili per un candidato è, infatti, la capacità di ascolto e la flessibilità mentale. Un leader, poi, dovrebbe anche essere in grado di mediare, di scontentare il gruppo guidato il meno possibile e di attuare i propri piani, senza che ciò venga avvertito dai subordinati come un’imposizione delle sue idee.

Tenetevi pronti a un giro tra gli uffici aziendali. Può accadere, infatti, che il recruiter vi faccia conoscere i locali in cui lavorano i vostri potenziali futuri colleghi. Il fine di questo giro non è turistico, ma è quello di porvi a contatto con gli altri dipendenti, in modo da verificare come vi relazionate con loro e se siete in grado di interagire nella maniera più opportuna. Mostratevi eventualmente cordiali, gioviali e interagite con domande e discussioni sul lavoro svolto o su altri aspetti

Tornando all’oggetto del secondo colloquio, è molto probabile che esso sia incentrato sulla valutazione delle vostre conoscenze specifiche, quelle che l’azienda ricerca nei candidati. Per questo, preparatevi il più possibile sulle cose per le quali sareste chiamati a lavorare, nel caso di assunzione. Tenetevi pronta qualche domanda di natura operativa, nonché contrattuale, qualora questa fase di selezione si concluda con la richiesta al candidato di accettare o meno il contratto proposto. Prima di firmare o di fornire una risposta definitiva, è naturale che dobbiate avere bene in mente l’esatta tipologia professionale per la quale sareste assunti.

Non accettate contratti, qualora non abbiate chiaro come funzionino e rifletteteci se trovate che l’offerta finale sia parecchio diversa da quella prospettata in fase di primo colloquio. Molte aziende attirano candidati per posizioni commerciali senza alcuna retribuzione fissa, ma legata al fatturato prodotto, mettendo annunci ambigui, se non realmente fasulli, prospettando assunzioni stabili e in posizioni amministrative. Per questo, prima della firma o se notate che il recruiter quasi sembra volervi assumere a prescindere, fate tutte le domande del caso, in modo da avere chiaro come dovreste lavorare.

Come potrebbe esservi accaduto anche nel corso del primo colloquio, aspettatevi qualche domanda fuori dalle righe, che il vostro interlocutore vi porrà per verificare le vostre attitudini. Potrebbe chiedervi di citare un paio di vostri difetti e di vostri pregi. Fate finte di rifletterci un attimo, ma date una risposta e non vi trincerate dietro a frasi come non mi vengono in mente difetti, perché è evidente che state nascondendovi.

Attenzione a chi effettua la seconda selezione, potrebbe essere una persona diversa dal selezionatore del primo colloquio, nel quale caso non dovete pensare che conosca nei dettagli come sia andato il precedente step. Dunque, continuate a presentarsi vestiti in maniera adeguata, con look curato, esibendo una buona capacità di comunicazione e cercando di lasciare un’ottima impressione di voi stessi, come la prima volta. A maggiore ragione, se come spesso capita, il secondo colloquio viene gestito niente di meno che dal capo. Più che alle conoscenze specifiche, in questo caso, egli sarà interessato al tuo modo di fare e di essere, per cui terrà molto alla serietà, alla precisione e al dinamismo.

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